N4 - ottobre 2006

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Bimbo più intelligente se la madre mangia pesce

Il consumo di basse dosi di omega 3 da parte delle madri si associa a figli con bassi quozienti di intelligenza, meno socievoli e coordinati.
Una ricerca su 9000 bambini del distretto britannico di AVON ha proposto in relazione il consumo di omega 3 materno con le caratteristiche psichiche, fisiche e di socializzazione del figlio. La ricerca è stata presetata ad un meeting dell’Institute of Brain Chemestry and Huan Nutrition tenutosi a Londra il 17 gennaio 2006.
I Risultati sono stati estrapolati da un più ampio studio L’Avon Longitudinal Study of Parents and Children, iniziato 15 anni fa, sotto la guida dell’Università di Bristol, allo scopo di svelare i fattori genetici ed ambientali che predispongono i bambini alle malattie che contiene dati di 14000gestanti e dei loro figli.
Il lato più significativo è che i figli delle gestanti che avevano assunto la minor quantità di acidi omega 3 presentavano il più basso qi, di 6 punti sotto la media.
Questa scoperta è cruciale in quanto sovverte alle basi della raccomandazione, spesso fatta oggi in USA dalle madri delle gestanti, di non mangiare tropo spesso pesce durante la gravidanza, per evitare danni dovuti all’azione del metilmercurio sul feto.
I dati indicano oggi che proprio le donne che hanno fatto un basso uso di pesce hanno dato alla luce bambini con un basso quoziente intellettivo. Inoltre i bambini di tre anni e mezzo con le migliori capacità di coordiazione motoria fine erano quelli nati a gestanti che avevano assunto elevate quantità di omega 3. A 7 anni il 14% dei bambini con problemi di socializzazione era nato da madri che avevano assunto pochi omega 3 contro l’8% dei nati da madri che avevano assunto elevate quantità di omega 3.

Fonte: Economist 19 gennaio 2006. Segnalato da Associazione Medica” aprile 2006